LE TERAPIE

MAGNETOTERAPIA

La magnetoterapia (o elettromagnetoterapia) è un genere di terapia alternativa che utilizza campi magnetici di vario genere. Coloro che attuano questa pratica affermano che sottoporre determinate parti del corpo ai campi magnetici prodotti da magneti produrrebbe effetti benefici sulla salute.

Tuttavia non vi è alcuna prova scientifica che la terapia con magneti o con elettromagneti sia efficace. La magnetoterapia non va confusa con lo studio e l'eventuale applicazione degli effetti che campi magnetici di forte intensità hanno sul corpo umano.

Si possono distinguere tre tipi di magnetoterapia[4]:

  • statica;
  • a bassa frequenza;
  • ad alta frequenza.

La magnetoterapia basata sui campi magnetici statici, a campo stabile, è considerata una pseudoscienza, sia perché non è una teoria plausibile e conciliabile con la fisica e con la biologia, sia per la mancanza di effetti positivi accertati per la salute.

L'emoglobina è debolmente diamagnetica ed è respinta dai campi magnetici. I magneti usati sono tuttavia troppo deboli in termini di forza per avere un minimo effetto misurabile sul flusso del sangue.

In magnetoterapia la forza del campo magnetico (induzione magnetica) viene espressa in Gauss:

  • 1 Gauss = 0,00001 Newton / Ampére metro
  • 1 Tesla = 10.000 Gauss

Il flusso magnetico viene espresso come prodotto tra l'induzione magnetica e l'area della superficie perpendicolare all'induzione magnetica, e la sua unità di misura è il Weber: 1 Weber = 1 Newton / Ampére · metro

I magneti utilizzati in magnetoterapia a campo stabile vengono classificati in base all'intensità magnetica:

  • molto bassa: 100-300 Gauss (cc);
  • bassa: 300-700 Gauss (cc);
  • media: 1000-2500 Gauss (cc);
  • alta: 3000-6000 Gauss (cc);
  • massima: 7000-12300 Gauss (cc).

Generalmente la durata dei magneti è illimitata, salvo quelli in ferrite o deliberate operazioni di surriscaldamento del magnete a temperature prossime, pari o superiori al punto di Curie dei materiali di cui sono composti (sempre superiori a 300 °Celsius).

Anche per questa versione della magnetoterapia, non esistono né prove scientifiche né cliniche di efficacia.

La magnetoterapia ad alta frequenza consiste nell'applicare onde radio a larghissimo spettro, da pochi MegaHertz fino al Ghz, con potenze intorno ad 1 W, in impulsi brevissimi (90-100 microsecondi) ripetuti da 40 a 2500 volte al secondo. Quindi, per esemplificare, una frequenza impulsiva di 2500 Hz corrisponde a un'erogazione di alta frequenza di 100 microsecondi seguita da una pausa di 300, con un duty cycle del 25%.

A volte erroneamente confusa con il biomagnetismo o con la elettrostimolazione, la magnetoterapia avrebbe, secondo i sostenitori, numerosi campi e numerose modalità di applicazione, ma opererebbe principalmente nella regolarizzazione dell'equilibrio elettrochimico della cellula e restaurando la corretta permeabilità della membrana cellulare; a questo fine le zone interessate da patologie muscolari, articolari, ossee e tessutali in genere, verrebbero sottoposte a irradiazioni mirate.

La magnetoterapia è controindicata per i portatori di stimolatori cardiaci pacemaker e apparecchiature elettroniche in quanto potrebbe interferire con esse, e secondo i praticanti sarebbe controindicata in presenza di patologie neoplastiche, in quanto ne accelererebbe lo sviluppo, potrebbe avere effetti di vasodilatazione e viene sconsigliata in caso di insufficienza coronarica, disturbi ematologici o vascolari, alterazioni funzionali organiche, psicopatologie, epilessia, alcune malattie infettive, micosi, iperfunzione tiroidea, sindromi endocrine, tubercolosi e gravidanza.

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